Chi di noi non ha mai pronunciato queste parole in vita sua: ho l’ansia!!!

E visto che l’ansia non è qualcosa che si prende come un raffreddore o che si attacca a noi per metterci in difficoltà o sabotarci nelle nostre attività quotidiane, proviamo a dare uno sguardo più da vicino.

L’ ansia è l’emozione provata di fronte a una sensazione di minaccia reale, una risposta normale e innata di attivazione, caratterizzata da un aumento della vigilanza e dell’attenzione che ha l’obiettivo di prepararci ad affrontare il pericolo percepito predisponendoci a una risposta di attacco o fuga.

Come si manifesta l’ansia

L’ansia si manifesta diversamente da persona a persona, ma in genere le sue caratteristiche sono: una componente cognitiva che si esplicita attraverso la presenza di pensieri ansiosi (farò una figuraccia, non sarò all’altezza, mi sentirò male), una emozionale con presenza paura, timore, ansia, una corporea caratterizzata da sensazioni alterate (tensione muscolare, respirazione veloce, battito cardiaco accelerato, sudorazione profusa, sensazioni di svenimento, vertigini), e infine quella comportamentale caratterizzata da stati alterati  quali agitazione, aumento/diminuzione appetito, evitamento di certe situazioni.

Entro certi livelli  l’ansia è necessaria a ciascuno di noi, definita fisiologica, in quanto ci prepara ad affrontare in maniera adattiva una possibile situazione difficile. La proviamo in circostanze in cui generalmente risulta legittimo provare ansia (ad esempio preparasi ad un esame o ad un colloquio di lavoro, attendere l’esito di un esame, e via dicendo) e nelle quali è messo in discussione il raggiungimento di un nostro scopo.  In queste circostanze quindi l’ansia e anche la paura, sono emozioni che hanno una funzione importante, come tutte le altre emozioni che si provano, cioè di segnalare che un nostro scopo risulta minacciato o compromesso.  L’ansia patologica, cioè disfunzionale essendo persistente e intensa, interferisce con la nostra prestazione, e può essere associata a eventi che non sono realmente pericolosi tali da giustificare una reazione di intensa ansia. Appare dunque eccessiva rispetto ad un reale pericolo.

Quando i sintomi dell’ansia persistono per un periodo di tempo lungo e ripetuto parliamo di Disturbo di Ansia Generalizzato (GAD), se invece ci sono picchi di panico brevi, improvvisi e intensi si tratta del Disturbo di Panico (con attacchi di panico).

Stato ansioso continuo e persistente: Il Disturbo d’Ansia Generalizzato

Il Disturbo d’Ansia Generalizzato è uno stato continuo e persistente di preoccupazione riguardo numerosi eventi e situazioni, che risulta eccessivo in intensità, durata o frequenza rispetto alle reali circostanze, che invece rappresentano eventi temuti dal soggetto. Tale stato perdura  per almeno sei mesi.

Le preoccupazioni eccessive sono accompagnate da almeno tre dei seguenti sintomi: irrequietezza; facile faticabilità; difficoltà di concentrazione o vuoti di memoria; irritabilità; tensione muscolare; sonno disturbato.

Molte preoccupazioni riguardano eventi e situazioni di tutti i giorni, ad esempio possibili disgrazie, fallimenti o giudizi negativi, possono riguardare i familiari, le relazioni sociali, il lavoro o lo studio, le malattie, i soldi. Le tematiche più comuni risultano essere problemi che possono presentarsi nel futuro, perfezionismo e paura di insuccesso, paura di essere giudicato negativamente dagli altri, per lo più eventi lontani nel tempo, molto improbabili che accadano realmente, inoltre l’ansia che si prova non è “utile” a mettere in atto comportamenti che effettivamente ridurrebbero il pericolo che si teme.

A poco a poco si può facilmente instaurare un circolo vizioso per cui le persone che ne soffrono sono preoccupate per il fatto di avere delle preoccupazioni (“ Non riuscirò a controllare questa preoccupazione; non smetterò mai di preoccuparmi; impazzirò se continuerò a preoccuparmi così”), invalidando maggiorente le attività quotidiane e aggravando i sintomi e l’umore. Altre persone credono che le preoccupazioni possano avere in qualche modo una funzione “protettrice” rispetto a ciò che temono,e che le preoccupazioni le aiutano a tenere sotto controllo la mia ansia”.  A partire da una preoccupazione e dalla relativa ansi, quindi, si attivano catene di pensieri negativi dette rimuginazioni, che mantengono e incrementano lo stato iniziale.

L’ansia, come più volte accennato, è un emozione che ha specificala funzione di segnalare situazioni di pericolo o spiacevoli, permettendoci così di affrontarle ricorrendo alle risorse mentali e fisiche più adeguate. Si parla di disturbo d’ansia generalizzato quando il livello d’ansia è eccessivo, pervasivo, poco controllabile e interferisce notevolmente con il funzionamento normale della persona. È utile distinguere anche tra ansia e paura: questa può essere intesa come la valutazione automatica di una minaccia o di un pericolo percepito, l’ansia è, invece, un sistema di risposta più complesso che coinvolge fattori cognitivi, emotivi, comportamentali e fisiologici.

 

Ansia e Panico

Per poter parlare di Disturbo di Panico deve essere  presente un brusco aumento dell’intensità della paura/ansia, tale da raggiunge un picco molto alto in un breve lasso di tempo, durante il quale si possono manifestare alcuni  dei seguenti sintomi : palpitazioni, sudorazione accentuata, tremori o agitazione, nausea, sbandamento, sensazione di svenimento, dolore al petto, intorpidimento, formicolio, derealizzazione, depersonalizzazione, paura di morire.

L’attacco di panico, dunque, è la forma più acuta e intensa dell’ansia ed ha le caratteristiche di una crisi che si consuma in circa dieci minuti. In genere, chi ha avuto esperienza di uno o più attacchi di panico tende di conseguenza  a sviluppare la paura e la preoccupazione che l’attacco di panico possa verificarsi nuovamente e la preoccupazione rispetto alle conseguenze dell’attacco di panico stesso.  In questo modo si sviluppa la tenenza a mettere in atto comportamenti di “evitamento” di determinate situazioni o eventi considerati rischiosi e potenzialmente causa di eventuali attacchi di panico. Tale condizione in genere compromette la qualità della vita, in quanto la persona che ne soffre tende a limitare attività e abitudini che prima di star male affrontava tranquillamente. Tutto ciò genera un senso di frustrazione e di insoddisfazione per la propria vita.

 

Le cause dell’ansia patologica

Non esiste una causa unica per l’ansia patologica ma si possono individuare una serie di fattori di rischi: da importanti cambiamenti nella propria vita a livello fisico e psicologico come una malattia, mancanza di sonno, uso di stupefacenti, oppure perdita del lavoro, un lutto, un incidente, la nascita di un figlio, a un livello di bassa autostima, fino a caratteristiche di personalità più complesse. Alcuni studi hanno dimostrato l’esistenza di una trasmissione familiare dei disturbi d’ansia. Tutti questi fattori interagiscono tra di loro in maniera e in misura diversa da persona a persona.

disturbi d’ansia possono essere curati attraverso:

  • il trattamento farmacologico;
  • il trattamento psicologico.

 

Il sostegno psicologico nella gestione dell’ansia

Il sostegno psicologico è un passo fondamentale per superare le situazioni di disagio emotivo ed esistenziale legato a momenti critici della vita. Gli incontri, permettono di acquisire una maggiore capacità di riflettere su se stessi, a porsi nuove domande, nuove consapevolezze. Con il supporto psicologico il paziente inizia a prendersi cura di sé sviluppando anche una maggiore consapevolezza del proprio potenziale e si impara a gestire meglio problematiche di carattere professionale e/o personale.

Se desideri maggiori informazioni su come posso aiutarti nel gestire l’ansia o in generale un certo disagio emotivo, contattami; sarò lieta di rispondere ad ogni tuo dubbio o di riceverti nei miei studi di Roma in zona Conca D’oro o nel mio nuovo studio a Roma in zona Tuscolana/Numidio Quadraro